Principali Termini utilizzati
- A.P.I.:
Questa sigla sta per "American Petroleum Institute". Quest’ultima è' riportata sulle lattine degli oli motore ed e' seguita da due lettere che indicano il livello qualitativo dei lubrificante. Nel caso degli oli per motore a benzina (ciclo Otto), il livello piu' elevato oggi raggiunto viene indicato dalla sigla SG. Per gli oli destinati ai motori diesel il livello qualitativo piu' elevato e' oggi contraddistinto dalla sigla CE. Per i lubrificanti, infine, destinati a scatole del cambio e a coppie coniche con dentature ipoidi, la sigla GL5 indica il migliore "livello" ossia gli oli in grado di sopportare le sollecitazioni piu' gravose.
- Albero a gomiti:
Detto anche "albero motore" ", e' l'organo meccanico rotante e dotato di una serie di manovelle per mezzo del quale il movimento dalle bielle viene inviato alla presa di forza (volano). Gli alberi a gomito vengono realizzati in acciaio (per fucinatura) oppure in ghisa a grafite sferoidale (per fusione) e sono dotati di una serie di perni di banco perfettamente coassiali che poggiano, tramite interposizione di cuscinetti a guscio sottile, sugli appositi supporti dei quali e' dotato il basamento.
- Alesaggio:
E' il diametro interno del cilindro, che viene di norma espresso in millimetri.
- Anticipo di accensione:
E' la distanza (espressa in gradi di rotazione dell'albero a gomiti o in millimetri di corsa dei pistone) che separa il punto in cui scocca la scintilla tra gli elettrodi della candela dal punto morto superiore di fine corsa di compressione. L'anticipo di accensione deve aumentare al crescere del regime di rotazione in modo da compensare il minor tempo disponibile per la combustione. Per consentire un adeguamento dell'anticipo si impiegavano nei sistemi di accensione tradizionali dispositivi a masse centrifughe coadiuvati da capsule pneumatiche. Queste ultime permettevano di aumentare l'anticipo alle aperture parziali della valvola dei gas (quando nei cilindri entra una miscela aria-benzina meno densa, nella quale la combustione si propaga piu' lentamente). Nelle moderne accensioni elettroniche si ricorre assai spesso ad anticipi variabili in funzione sia dei regime di rotazione che dei carico motore, controllati da una centralina a microprocessore in cui e' memorizzata una mappa tridimensionale che consente di avere la fasatura di accensione ottimale in qualunque condizione di funzionamento.
- Aspirazione:
E' una delle quattro fasi del ciclo di funzionamento di un motore automobilistico (attualmente vengono impiegati solo quelli a quattro tempi). Essa inizia allorche' la valvola di aspirazione si apre e il pistone, terminata la fase di scarico, comincia a scendere dal PMS verso il PMI creando una depressione che richiama all'interno dei cilindro la miscela aria-benzina (aria pura nel caso dei motori diesel). Per migliorare il riempimento dei cilindro agli alti regimi di rotazione si adottano ritardi di chiusura della valvola decisamente rilevanti al fine di sfruttare al meglio l'inerzia della colonna gassosa, che continua ad entrare nel cilindro sotto l'effetto dell'inerzia anche dopo che il pistone, raggiunto il PMI, ha da tempo iniziato la sua risalita verso il PMS.
- Autobloccante:
Si utilizza per definire alcuni differenziali (vedi) realizzati in modo da evitare che, in caso di momentanea perdita di aderenza di una delle due ruote motrici, essa possa girare a vuoto mentre l'altra trasmette al suolo una forza motrice pressoche' nulla. Differenziali di questo tipo vengono impiegati diffusamente sulle vetture da competizione e su quelle di prestazioni molto elevate. In molti casi i veri differenziali autobloccanti sono in effetti sostituiti oggi da differenziali a slittamento limitato.
- Avantreno:
Sono le ruote anteriori ed il complessivo delle sospensioni e degli organi di sterzo ad esse collegati. In certi casi addirittura si tende ad estendere il significato di questo termine fino a comprendere tutta la parte anteriore della vettura.
- Aspirazione:
E’ una delle quattro fasi del ciclo di funzionamento di un motore automobilistico (attualmente impiegati a quattro tempi). Essa inizia allorché la valvola di aspirazione si apre e il pistone, terminata la fase di scarico, comincia a scendere dal PMS verso il PMI creando una depressione che richiama all’interno del cilindro la miscela aria-benzina. Per migliorare il riempimento del cilindro agli alti regimi di rotazione si adottano ritardi di chiusura della valvola decisamente rilevanti al fine di sfruttare al meglio l’inerzia della colonna gassosa che continua ad entrare nel cilindro sotto anche dopo che il pistone, raggiunto il PMI, ha da tempo iniziato la sua risalita verso il PMS.
- ABS:
Con questa sigla (che in inglese sta per "Antilock Braking System" o, in tedesco, per "Anti Blockiert System") si indica un sistema controllato da una centralina elettronica per mezzo del quale, in qualunque situazione, si impedisce che una o piu' ruote della vettura possano bloccarsi in frenata. L'ABS costituisce un contributo di grande importanza per la sicurezza di guida e si rivela di eccezionale utilita' in situazioni critiche come frenate d'emergenza su fondi a ridotto coefficiente di attrito (acqua, ghiaino, neve ... ) o in presenza di differenti condizioni di aderenza sui due lati della vettura. Oggi esistono svariate versioni dell'ABS ma lo schema-base, secondo il quale esse funzionano e vengono realizzate, e' in pratica sempre lo stesso. La centralina elettronica di gestione viene informata da una serie di sensori (si impiegano piu' ruote foniche: vedi) in merito alle velocita' istantanea delle diverse ruote. Essa puo' confrontarle tra di loro, calcolare la decelerazione di ciascuna ruota e valutarne quindi la eventuale tendenza a bloccarsi. In quest'ultimo caso la centralina interviene immediatamente e, tramite un apposito gruppo di valvole di controllo, riduce la pressione nel circuito frenante collegato alla ruota in questione. Viene cosi' evitato ogni rischio di bloccaggio e la centralina stessa provvede a ristabilire la pressione non appena il problema e' stato eliminato. Il ciclo "riduzione-mantenimento-ripristino della pressione" viene ripetuto piu' volte ogni singolo secondo e consente, nelle frenate di emergenza, di mantenere sempre tutte le ruote nel campo di slittamento che assicura la frenatura ottimale e quindi gli spazi di arresto minori.
- Aereodinamica:
Nelle moderne automobili lo studio dell'aerodinamica del corpo vettura e' di importanza fondamentale poiche' influenza grandemente sia i consumi che il comportamento su strada del veicolo alle alte velocita'. L'auto deve "fendere" l'aria incontrando la minore resistenza possibile; di conseguenza si rivela essenziale, una volta determinata la sezione maestra, la realizzazione della piu' vantaggiosa profilatura aerodinamica (che e' legata essenzialmente alla forma dei veicolo). La facilita' con la quale l'auto penetra nell'aria viene indicata dal prodotto tra la sezione maestra e il Cx (coefficiente di resistenza aerodinamica). Oltre alla forma complessiva della carrozzeria della vettura, ai fini della aerodinamica hanno una grande importanza anche dettagli come le eventuali appendici (specchi, portapacchi, ecc.) ed altri elementi di disturbo (gocciolatoi, modanature, maniglie). La resistenza aerodinamica all'avanzamento non varia in maniera lineare con la velocita' ma cresce in misura via via piu' grande dell'aumento di quest'ultima (essa segue, in altre parole, una legge esponenziale). L'aerodinamica di una vettura influenza in misura molto sensibile anche il comportamento su strada alle alte velocita'. La cosa e' perfettamente comprensibile se si pensa che, a velocita' relativamente ridotte, le forze aerodinamiche sono in grado di dare origine a una portanza (vedi) che consente agli aerei di decollare. In molti casi per evitare che gli effetti di portanza possano dare origine a indesiderabili alleggerimenti dell'avantreno o dei retrotreno, alle alte velocita', si adottano appendici aerodinamiche denominate, a seconda dei casi, spoilers o alettoni. Nelle vetture di Formula 1, per consentire alle ruote posteriori di trasmettere a terra la potenza disponibile si sfrutta appunto il carico aerodinamico ottenibile utilizzando appositi alettoni, la cui conformazione viene accuratamente studiata con l'ausilio dei computer e la cui inclinazione puo' essere variata a seconda dei circuiti. Oltre alla aerodinamica esterna si puo' parlare anche di una "aerodinamica interna" (con riferimento alla resistenza che l'aria incontra nel passare attraverso il radiatore, il vano motore ecc.). Anche lo studio dei condotti e dei sistemi di aspirazione e di scarico non e' altro in fondo che una ricerca tesa alla ottimizzazione della "aerodinamica interna" del motore. Per progettare le carrozzerie delle autovetture moderne si fa largo impiego dei computer e per la messa a punto finale della aerodinamica si utilizza ampiamente la galleria del vento.
- Albero a Camme:
Nei motori a quattro tempi il movimento delle valvole viene comandato da una serie di eccentrici dei quali e' dotato l'albero a camme. Questo organo meccanico ruota con velocita' dimezzata rispetto all'albero a gomiti, dal quale viene azionato per mezzo di catene, cinghie dentate o ingranaggi. Perche' il movimento delle valvole abbia luogo secondo le modalita' previste in fase di progetto ovverosia perche' ciascuna di esse inizi ad aprirsi e finisca di chiudersi nei momenti prefissati, l'albero a camme deve essere correttamente fasato rispetto all'albero a gomiti. Gli alberi a camme, che di norma poggiano su cuscinetti a strisciamento , possono essere realizzati in acciaio o in ghisa (in questo secondo caso sono ottenuti per fusione). Le superfici di lavoro degli eccentrici debbono avere una elevata durezza e durante il funzionamento debbono venire convenientemente lubrificate. L'albero a camme puo' essere disposto nel basamento e in tal caso aziona le valvole per mezzo di punterie, aste e bilancieri. Nella maggior parte dei motori moderni pero' l'albero a camme e' alloggiato nella testata (distribuzione monoalbero) e comanda le valvole agendo su punterie a bicchiere oppure su bilancieri (che a seconda dei casi possono essere a dito o con due bracci). Nei motori di prestazioni molto elevate si impiegano spesso due alberi a camme in testa (distribuzione bialbero) che comandano le valvole per mezzo di punterie a bicchiere o di bilancieri a dito.
- Albero di trasmissione:
Ha la funzione di collegare l'uscita del cambio alla scatola ponte, nelle vetture a trazione posteriore e motore anteriore.
- Alettone:
Si indica un'appendice aerodinamica a profilo alare che viene applicata esternamente alla carrozzeria, dalla quale e' sempre nettamente separata, al fine di ottenere una certa deportanza ovverosia di impartire all'avantreno o al retrotreno un certo carico aerodinamico indirizzato verso il basso. In questo modo e' possibile ottenere una migliore "motricita'" delle ruote, evitare alleggerimenti dell'avantreno alle alte velocita' ecc.
- Alternatore:
Macchina elettrica che trasforma l'energia meccanica in corrente alternata. Di norma l'alternatore e' collocato lateralmente al motore su appositi supporti e viene azionato dall'albero a gomiti per mezzo di una cinghia trapezoidale. La corrente alternata non puo' venire immagazzinata nella batteria e di conseguenza deve essere trasformata in corrente continua dal raddrizzatore. |